Visita tricologica. Come funziona e a cosa serve

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Visita tricologica. Come funziona e a cosa serve

Visita tricologica. Come funziona e a cosa serve

La tricologia è quel ramo della dermatologia che si occupa di studiare l’anatomia, la patologia e la fisiologia di peli e capelli. Il dermatologo specializzato in tricologia, o tricologo, è la figura cui fare riferimento in caso si osservi un’anomalia della salute dei capelli e si voglia definire una terapia idonea a risolverla.

La visita tricologica permette di identificare le cause di un’eventuale caduta o di una patologia che interessi il cuoio capelluto. Lichen plano pilare, psoriasi, dermatite seborroica, alopecia areata, tumori e precancerosi sono alcune tra le condizioni identificabili con una visita specialistica.

Anche la caduta dei capelli rientra tra gli ambiti di analisi della visita tricologica. L’individuazione tempestiva dell’alopecia androgenetica permette all’esperto di intervenire per interrompere o, nei casi più fortunati, invertire il progressivo processo di miniaturizzazione che interessa i follicoli piliferi attuato dagli ormoni androgeni.

Le fasi della visita tricologica

Consulto con il tricologo e anamnesi I dati anamnesici remoti e prossimi del paziente sono raccolti, la sua storia clinica analizzata.

L’esperto ascolta il paziente, comprende quali siano le sue eventuali esperienze in ambito tricologico, le eventuali terapie cui si è sottoposto e le sue aspettative.

La fase del consulto è essenziale non solo per porre le basi per una terapia farmacologica efficace, ma anche per la costruzione di un rapporto di fiducia con il paziente. Gli inglesi si servono del termine “compliance” per indicare la connessione paziente-medico, essenziale per la buona riuscita del trattamento.

Esame del cuoio capelluto e dei capelli Il tricologo osserva il cuoio capelluto per individuare eventuali segni clinici indicativi di una patologia. Generalmente, la prima procedura diagnostica utilizzata in presenza di una caduta di capelli superiore alla norma consiste nell’estrarre un certo numero di capelli (solitamente tra 25 e 50) in modo da poterne analizzare la conformazione. Il pull test consiste invece nello strappo di una piccola ciocca di capelli. A seconda del numero di capelli rimossi è possibile identificare la presenza di anomalie. Ulteriori test includono test al cartonfeltro, test della scriminatura e valutazione delle radici del capello.

Un’ultima opzione prevede che si rasi una piccola area del cuoio capelluto per poter osservare la ricrescita nell’arco di circa un mese. Dermatoscopia in epiluminescenza del cuoio capelluto La dermatoscopia del cuoio capelluto offre una valutazione digitale della densità media e del diametro dei capelli, il grado di miniaturizzazione e il rapporto anagen-telogen, fattori impossibili da riscontrare a occhio nudo.

Il software permette di visualizzare i capelli e il cuoio capelluto con un ingrandimento di decine di volte, ottenendo informazioni approfondite e chiare. Definizione di una terapia sulla base della diagnosi Dopo aver effettuato un’accurata diagnosi l’esperto suggerisce un piano di trattamento, completo di posologia e modalità di somministrazione, che dipende dalla natura della patologia o della condizione. Controlli periodici per monitorare la situazione Perché la terapia farmacologica sia efficace, è necessario attendere qualche mese. I controlli sono generalmente raccomandati, di conseguenza, dopo un periodo di almeno 4-6 mesi. È opportuno monitorare costantemente la condizione in modo da intervenire repentinamente nel caso in cui la terapia non sortisca gli effetti sperati. A tal proposito ogni centro tricologico si serve di strumenti specifici di follow-up per rilevare eventuali cambiamenti positivi o negativi. Le fotografie digitali rappresentano il mezzo più efficace a disposizione dell’esperto per osservare la situazione nel lungo periodo.
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